(S)piacevoli incomprensioni

15 Novembre 2010

sotto Raccontando,Vivendo

Stamattina, come ogni lunedì, mi tocca andare in azienda. Tra un lavoro e l’altro mi arriva un SMS; mio padre. Cito testualmente:

Hai lasciato il riscaldamento acceso. Lo spengo! Ciao.

Io gli rispondo

L’avrà lasciato acceso Cristina…

…e continuo a lavorare.
La sera, di ritorno a casa, aprendo la porta mi avvolge un gran bel tepore. Subito vado a controllare il termostato e i miei sospetti (fondati) trovano un loro perché; il riscaldamento è ovviamente acceso…ancora!
A questo punto prendo in mano il telefono e mando un nuovo SMS con scritto:

Guarda che non l’hai spento il riscaldamento

Non passano dieci minuti che mi squilla il telefono; era lui. Questa la conversazione.
F. Pronto
P. Ciao sono io
F. Dimmi
P. Guarda che lo so che non l’ho spento il riscaldamento
F. E allora perché mi hai scritto che lo spegnevi se poi non l’hai spento?
P. Ma io non ti ho scritto che lo spegnevo, ti ho chiesto se spegnerlo o no.
F. Sì ma se mi metti il punto esclamativo io la prendo come un’affermazione e non una domanda…
P. E io quello ho fatto, ho esclamato per chiedertelo ma tu non mi hai risposto.
F. Pà non ti ho risposto perché non mi hai fatto una domanda…
(seguono affermazioni fuorvianti, accuse intimidatorie e sbuffamenti vari)

Alla fine, stremato dalle forze, concludo con un
F. Dai non ti preoccupare, non è successo niente, non ci siamo capiti. Ciao.

Ora tutto questo mi fa sorridere ma a freddo mi metto nei panni di mio papà. 65 anni compiuti, quinta elementare, una vita da operaio ma un cuore grande così.
Mi son reso conto che in quei momenti ero stizzito dal fatto che lui non comprendesse come un piccolo e semplice errore grammaticale scritto in un SMS possa cambiare completamente il senso della frase ma ho capito anche quanto questo mio “insistere” lo possa aver ferito o semplicemente fatto sentire ignorante in quel momento.

Ci siamo sempre parlati poco, troppo poco. Alle volte ti ho ferito, involontariamente ma l’ho fatto. Mi dispiace.
Vorrei solo farti capire che sono orgoglioso di te e vorrei che tu lo fossi di me.
Anche senza parole, solo con un gesto, uno sguardo.

Ti voglio bene.

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{ 3 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

1 Laura Novembre 16, 2010 alle 02:30

Che post pucci pucci Fabio! 🙂 Sono sicura che tuo padre non c’è rimasto male….
Comunque sei fortunato,  quando mia madre passa da casa mia fa come le pare e poi mi lascia degli interminabili messaggi su carta, che non leggo mai….

2 Valle Novembre 16, 2010 alle 20:19

E ma cosa credi…è stato educato dal sottoscritto negli anni…sennò pure il mio era anarchico 🙂

3 Laura Novembre 17, 2010 alle 02:21

Certi genitori sono come i “gatti” è impossibile educarli..

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