Amici Miei – Atto I

21 Febbraio 2010

sotto Dedicando,Raccontando,Vivendo

La parola “amicizia” a volte viene utilizzata troppo spesso, forse a sproposito, forse per abitudine, forse per modo di dire.

Ognuno di noi fin da piccolo è stato circondato da persone a cui ha voluto più o meno bene. Fin da piccoli all’asilo con gli “amichetti dell’asilo” per passare alle elementari e alle medie.

Si diventa adolescenti, si ha il primo motorino, si hanno le prime fidanzate, le prime limonate e per alcuni, le prime esperienze sessuali. E’ in questo periodo che, forse, si incominciano a delineare quelle che possono essere le amicizie più importanti. Queste prime esperienze importanti di vita fanno sì di portarti vicino delle persone con le quali ti confiderai, con le quali soffrirari, con le quali piangerai.

Poi gli anni passano, si cresce. La scuola si trasforma in lavoro. Il numero 1 davanti alla cifra dei tuoi anni diventa un 2 e poi un 3. Incontri la donna che pensi possa essere quella giusta e decidi di fare il grande passo. In tutto questo però, nonostante siano passati degli anni, certe persone sono sempre lì. Con alcuni ti senti ogni tanto, con altri non ti senti da mesi, con alcuni da anni addirittura, ma il grande giorno sono lì, accanto a te.

Il tempo passa e, col passare di esso, succedono tante cose. La donna che pensavi quella giusta, beh, tanto giusta non lo era. Gli amici, che pensavi con la A maiuscola, si sono un po’ dileguati. Ti ritrovi non solo, ma quasi. Ti ritrovi frasi del tipo “eh però, da quando ti sei sposato non ti fai più vedere” oppure “ah ma allora ci sei ancora!?”. Ti cadono i coglioni.

Possibile che un bel “Fabio, ma ciao! Come stai? Da quanto tempo…” non si riesce proprio a dirlo?

Possibile che nel mio momento più buio le uniche frasi che ho sentito sono state “eh…se ti sei sentito così hai fatto bene. Dai, un giorno usciamo…”. Sì, un giorno, ma quando? Ormai sono single da Ottobre 2009 e sto ancora aspettando una birra…

Fortunatamente non è un discorso generico. Ci sono state delle persone un po’ più vicine che, però, per loro eventi familiari non hanno potuto starmi vicino come avrebbero voluto e li capisco.

Quindi ti ritrovi a 30 anni a rimetterti in gioco, a vivere la tua vita, a imparare a fare tutto, a fare lavatrici, a stirare, a stendere, a passare l’aspirapolvere. Quando lo fai per le prime 2-3 settimane e oltre a quello vai solo a lavorare arrivi a un certo punto che pensi “ma che cazzo vivo a fare?”.

Ti trovi in una sorta di automatismo in cui non ti riconosci, non ti piace ma non vedi via d’uscita. Hai bisogno di inventarti qualcosa, ma cosa?

Poi, come sempre nella vita, arriva quello che meno ti aspetti. Fai solo quello che ti piace (come dice mio padre “stai sempre *sul* computer”). Scopri vari mondi. Navighi in vari siti. Leggi tante cose. Fino a quando non arrivi in un posto che, all’inizio, non ti stava nemmeno tanto simpatico, ma che, col tempo, ti è piaciuto.

Scopri che in questo posto ci sono tante persone, ognuno con la loro vita, con la loro storia, con un loro nick e un loro avatar. Ognuno di loro con un qualcosa da scrivere e/o raccontare. Cominci a leggere, a commentare, a vivere. Sì, cominciavo a sentirmi vivo.

Ti guardi attorno e intorno a te c’è il nulla. Accendi un computer e vedi il mondo, vedi un’ancora di salvezza, vedi quella luce che può farti pensare di andare avanti e un po’ ti senti anche diverso, ti senti preso in giro da chi non frequenta questi posti, incompreso. Ma non ti importa; ti piace, stai bene e lo fai.

Col passare del tempo scopri anche che alcune di queste persone sono anche logisticamente non troppo distanti da te e di conseguenza non sarebbe poi così tanto difficile incontrarsi e quindi ti dici “perché no?”. E così al primo incontro ti presenti, fai conoscenza, cerchi di non fare figuracce, cerchi di risultare simpatico. Ti senti emozionato come al primo appuntamento con una ragazza. Hai paura di fallire.

Poi accade che più parli e più ti rendi conto che ci sono persone a te affini, con situazioni simili ma diverse, con problematiche più grandi oppure no, con esperienze diverse ma non meno importanti. Comincia a scattare quella molla mentale in cui ti dici “cavolo che bello!”. E più passa il tempo, più passano i giorni, più passano le uscite e più i rapporti diventano forti, diventano aperti, diventano sinceri. Ti accorgi che non serve conoscersi da una vita per potersi considerare Amici (sì con la A maiuscola). Certe affinità, certe emozioni, certi modi di pensiero, certi modi di vivere sono intrinsechi dentro ognuno di noi. Mi sono accorto di essermi aperto con alcune di queste persone più di quanto io non abbia fatto con nessun’altra persona in vita mia. E questo no, non è un caso, perché nulla accade per caso, nulla.

Ora, mi sembrava più che doveroso aprire questo blog, nonché la categoria “dedicato a…”, con voi amici miei. Non so cosa ci abbia fatto incontrare, non so cosa ci leghi così, non so quale alchimia strana stia passando tra noi e non so nemmeno quanto durerà. Non mi importa. Sono felice e mi godo questo momento.

Siete splendidi in qualsiasi cosa che fate. Con voi sto bene anche sotto un ponte al freddo a sparare quattro minchiate. Non è il locale che fa la differenza ma la compagnia.

Questo post è tutto per voi. Questo GRAZIE è tutto per voi. Per voi che mi dite quello che pensate in faccia anche se mi fa male. Per voi che mi capite solo guardandomi negli occhi. Per voi che basta uno sguardo e un abbraccio e io ho già capito tutto. Per voi, solo per voi. Per voi che non serve scrivere chi siete, tanto lo sapete.

Vi voglio bene.

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{ 17 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

1 Jakala 21 Febbraio, 2010 alle 12:32

Ecco, cerca di non diventare troppo sdolcinato.

Comunque ho sempre odiato i “ci vediamo per un caffè/birra/gelato” o fissiamo la data o è semplicemente un non vederci mai.

Jak

2 marcoscud 21 Febbraio, 2010 alle 12:38

Grande!!!!

3 elenucci 21 Febbraio, 2010 alle 13:12

Fortunello! e io che sono lontana km posso solo leggervi! 😉

4 DElyMyth 21 Febbraio, 2010 alle 13:13

Comunque io sto ancora aspettando un tuo invito a cena eh… 😛

(scherzo)

5 Elena T. 21 Febbraio, 2010 alle 13:55

Io i miei amici 2.0 li ho tutti lontani. Ma il computer accorcia le distanze! 🙂

6 Valle 21 Febbraio, 2010 alle 14:43

@Elenucci hai ragione, sono proprio fortunato. Il discorso logistico è altrettanto importante…

@DElyMyth dobbiamo organizzare quella famosa cena al mio famoso cinese. Ma i milanesi si sa, sono “culo pesante” 😀

@Elena assolutamente! 🙂

7 DElyMyth 21 Febbraio, 2010 alle 14:44

@Valle, “culo pesante” a chi? (io normalmente mi muovo, ma sta settimana ho avuto un po’ di influenza :|)

8 Valle 21 Febbraio, 2010 alle 14:47

Dai che stavo scherzando 🙂 Il fatto è che organizzare una cena al di fuori delle mura meneghine non è facile ma vedrai che prima o poi la facciamo e che, una volta mangiato, mi direte quanto avevo ragione 😉

9 DElyMyth 21 Febbraio, 2010 alle 14:53

@Valle quando vuoi, adesso che il tempo e’ migliorato io esco da Milano anche piu’ volentieri 🙂

(aspetta qualche giorno che finisce di passarmi l’influenza pero’, senno’ tocca paccare)

10 Valle 21 Febbraio, 2010 alle 14:55

Non c’è fretta 😉

11 Mitì 21 Febbraio, 2010 alle 15:03

Che bello, nì! :-*

12 malapuella 21 Febbraio, 2010 alle 15:22

ti lascio solo un sorriso. di quelli grandi però, eh

13 Valle 21 Febbraio, 2010 alle 15:24

Gioie 🙂 Grazie :*

14 molengai 21 Febbraio, 2010 alle 16:23

grazie per questo bellissimo post

15 Max 21 Febbraio, 2010 alle 19:49

Il bello del 2.0

16 6Fingers 22 Febbraio, 2010 alle 15:28

Caro Valle, ti conosco da quasi vent’anni e penso(spero) di essere uno di quegli amici con la A maiuscola di cui parli nel blog, uno di quelli con cui hai condiviso l’adolescenza, fatta di serate, di vacanze ed in generale di divertimento, poi, come dici tu, ad un tratto la vita diventa seria, scandita da una noiosa quotidianità fatta di impegni e scadenze.
Questo però vale per tutti, non solo per te, conosco tanti amici comuni, che in questi anni hanno attraversato periodi anche più bui del tuo, o che sono stati single per anni e da parte tua non hanno mai ricevuto neanche un invito a bere qualcosa!Ricordo lunghi periodi di silenzio, tanti inviti fatti e nessuno ricevuto, certo che non si può costringere una persona ad uscire con te…se lui non vuole!!!Sono contento che hai trovato tanti amici e tante persone che ti capiscono, sappi che per me(e non solo) rimani un amico con la A maiuscola.Tvb 6Fingers

17 Valle 22 Febbraio, 2010 alle 15:37

Caro Ale che dire, hai perfettamente ragione e mi meraviglio di te che non hai quella sicurezza interna di poterti sentire nel mio cuore. Lo sei e lo sai.
Ci conosciamo da una vita, ne abbiamo passate tante e ancora ne passeremo. Ci siamo aiutati e ci aiuteremo.
Gli anni passano, la vita ci cambia, ma certe cose restano, restano sempre.
I momenti bui li abbiamo tutti chi più gravi chi meno, ma solo il fatto di poterli mettere su una bilancia fa di me una brutta persona e per questo non lo farò.
Dopo tanto tempo ho trovato una certa stabilità, una sorta di serenità e la cosa più bella per me è stata una sola: il non essere giudicato. E questo, credimi, non è da tutti.
Hai passato anni a prendermi per il culo, a ridere di me e a farmi ridere a farmi prendere la vita con ironia anche quando da ridere, diciamocelo, non c’era proprio un cazzo 😀
Ma noi siamo così, cazzari dentro. E ci piace.
Sono contento che un amico molto meno informatizzato di me abbia avuto il piacere di leggermi sul blog e addirittura commentarmi. Questo per me è motivo di orgoglio.
Ti voglio bene, come un fratello. Sappilo.

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